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Il quaderno della morte arriva nelle fumetterie italiane.
Quando un Dio della Morte si annoia, cosa può accadere? Il genio di Tsugumi Ohba parte da questa domanda per creare un fantahorror intrigante e affascinante. Ogni Dio della Morte possiede un quaderno della morte (il Death Note che dà il nome alla serie), il Dio Ryuk è in possesso di ben due quaderni e in cerca di qualche avvenimento che possa movimentare la sua noiosa vita da Dio della morte, così decide di far precipitare uno dei sue due quaderni nel mondo degli umani. Il Death Note viene raccolto da Light Yagami, diciassette anni e considerato il miglior studente del Giappone; inizialmente il diario viene considerato da Light come una “catena di Sant’Antonio”, sorridendo alle strampalate istruzioni dell’utilizzo. Incuriosito però dal potere che potrebbe donare un tale quaderno, Light decide di provare a scrivere il nome di un delinquente apparso in TV sul quaderno: come riportato sulle istruzioni, dopo appena quaranta secondi, il telegiornale in diretta dà la notizia della morte per arresto cardiaco del sequestratore oggetto della scelta di Light. Il terrore e il senso di colpa colgono Light impreparato, in seguito i sentimenti di giustizia prima e onnipotenza poi, vincono nella mente del brillante studente e nel giro di cinque giorni Light scrive più di cento nomi di delinquenti internazionali sul quaderno. Proprio in questo momento fa la sua comparsa il Dio Ryuk, si presenta a Light come il proprietario del quaderno, ma non rivuole il Death Note, semplicemente illustra a Light le conseguenze del suo atto: il giovane giapponese non potrà andare ne all’Inferno ne in Paradiso, morirà quando Ryuk scriverà il nome di Light sul suo quaderno della morte e con l’utilizzo del Death Note Light ha creato un collegamento diretto tra lui e il Dio Ryuk.  Il giovane Light non si fa prendere dal panico ma è sempre più convinto che il suo operare è giusto, il suo fanatismo è ulteriormente espanso dalla nascita di siti internet che indirettamente parlano di lui come il giustiziere dei criminali e l’Interpol mette sulle sue tracce il loro miglior detective , creando così anche l’antagonista perfetto. Tutto questo è lo svolgimento della prima parte del primo volumetto, in tutto sono dodici volumi già pubblicati in Giappone e che quindi non avranno problemi di uscita in Italia. Il fumetto ha una trama coinvolgente e originale, completamente diversa dalle solite storielle horror che si leggono negli ultimi tempi, lo porta al di sopra della norma, tanto da far diventare Death Note il più venduto horror in Giappone nel suo anno di uscita (2003). Oltre alla trama, il grande punto di forza di Death Note è il disegno chiaro e pulito di Takeshi Obata, normalmente gli horror sono scuri, cupi e angoscianti con difficoltà di comprensione per alcune scene, al contrario Death Note ha un tratto semplice e lineare, seppur ricco di particolari che rende ancora più piacevole la lettura, esaltando la trama sul disegno. Per concludere una notizia appetitosa: al termine dell’uscita della serie a fumetti (giugno 2006) questo manga è stato ispiratore di un film con attori reali e sarà la base per la creazione di una serie animata.
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