31-07-2008, 10:41 AM
Ciao a tutti, in questo periodo ho finalmente un po' di respiro e ho riprovato a leggere per la terza volta questo romanzo. Le volte precedenti mi ero arrestato dopo una manciata di pagine sia per le incombenze universitarie, sia perché probabilmente la sci-fi non era il mio genere. Invece grazie al cinema (non voglio vergognarmene, ma titoli come Star Wars e le Cronache di Riddick hanno contribuito in questo senso, nonché a Blade Runner, Nirvana, ecc..) sono riuscito a vedere nella sci-fi qualcosa di ben diverso dalla fantascienza. Altro non è, secondo me, che la proiezione nel futuro di elementi di fantasia che sono comuni al fantasy. È l'ambientazione che è differente, non il contenuto o i tratti distintivi.
Comunque, come dicevo, ho affrontato questo romanzo dell'89 (mi pare), e presumo che a suo modo sia pioneristico. Dopo quel blocco iniziale il romanzo scorre che è un piacere.
Hyperion è il primo di una quadrilogia di romanzi (Hyperion Cantos), vincitore del premio Hugo del 1990. Il primo romanzo è incentrato sulla storia di 7 pellegrini che viaggiano verso l'omonimo pianeta per essere ricevuti da una divinità di morte che ivi dimora.
Kiiri aveva scritto una recensione a suo tempo e pare che ben presto verrà fatta la trasposizione cinematografica. Da un lato abbraccio questa scelta che renderà finalmente reperibili questi introvabili romanzi in Italia per l'ondata commerciale che seguirà, dall'altra sono abbastanza scettico sulla trasposizione in un'opera della durata di un paio d'ore, per un romanzo in cui le singole storie dei pellegrini richiederebbero come minimo il doppio. È infatti molto più denso, complesso e ricco di sfumature e dettagli del Signore degli Anelli, per cui comunque vige una storia lineare e abbastanza semplice.
Non volevo scrivere un monologo, comunque i punti vincenti di questo romanzo sono: l'originalità (è l'elemento ormai che mi permette di proseguire la lettura di un romanzo o buttarlo via, e Hyperion ne ha da vendere), la ricchezza di ogni singola pagina, una trama avvincente che ti tiene incollato rispetto alle pagine, e lo stile narrativo che permette di ricollocare ogni tassello di un puzzle nell'arco delle trecento pagine (e se volete, dei 500 anni di Storia dopo la distruzione della Terra) con chiarezza. Il racconto si alterna sia in terza persona, sia in prima persona, e ogni ministoria dei pellegrini è bella a sé stante e fornisce gli elementi di un mistero più grande, che è la divinità Shrike e il significato delle Tombe del Tempo.
Ora, se qualcun altro lo ha letto, di seguito si possono spoilerare le impressioni, magari specificando se il commento è riferito solo al primo volume o alla tetralogia per chi come me deve aver ancora modo di ultimarla.
Comunque, come dicevo, ho affrontato questo romanzo dell'89 (mi pare), e presumo che a suo modo sia pioneristico. Dopo quel blocco iniziale il romanzo scorre che è un piacere.
Hyperion è il primo di una quadrilogia di romanzi (Hyperion Cantos), vincitore del premio Hugo del 1990. Il primo romanzo è incentrato sulla storia di 7 pellegrini che viaggiano verso l'omonimo pianeta per essere ricevuti da una divinità di morte che ivi dimora.
Kiiri aveva scritto una recensione a suo tempo e pare che ben presto verrà fatta la trasposizione cinematografica. Da un lato abbraccio questa scelta che renderà finalmente reperibili questi introvabili romanzi in Italia per l'ondata commerciale che seguirà, dall'altra sono abbastanza scettico sulla trasposizione in un'opera della durata di un paio d'ore, per un romanzo in cui le singole storie dei pellegrini richiederebbero come minimo il doppio. È infatti molto più denso, complesso e ricco di sfumature e dettagli del Signore degli Anelli, per cui comunque vige una storia lineare e abbastanza semplice.
Non volevo scrivere un monologo, comunque i punti vincenti di questo romanzo sono: l'originalità (è l'elemento ormai che mi permette di proseguire la lettura di un romanzo o buttarlo via, e Hyperion ne ha da vendere), la ricchezza di ogni singola pagina, una trama avvincente che ti tiene incollato rispetto alle pagine, e lo stile narrativo che permette di ricollocare ogni tassello di un puzzle nell'arco delle trecento pagine (e se volete, dei 500 anni di Storia dopo la distruzione della Terra) con chiarezza. Il racconto si alterna sia in terza persona, sia in prima persona, e ogni ministoria dei pellegrini è bella a sé stante e fornisce gli elementi di un mistero più grande, che è la divinità Shrike e il significato delle Tombe del Tempo.
Ora, se qualcun altro lo ha letto, di seguito si possono spoilerare le impressioni, magari specificando se il commento è riferito solo al primo volume o alla tetralogia per chi come me deve aver ancora modo di ultimarla.




