27-01-2008, 10:50 AM
Oggi ? la giornata della Memoria. E come ogni anno, mi sembra il giorno giusto per fermarmi a pensare e fare un po' il bilancio della situazione di questo mondo alla deriva. Non fraintendete, ci penso fin troppo spesso, ma un bilancio lo faccio di rado.
Innanzitutto mi rendo sempre pi? conto che questo giorno non ? altro che un giorno per ipocriti, che pensano solo una volta all'anno al genocidio del solo popolo ebraico, si orrorificano davanti a ci? che ? stato, puntano il dito contro la Germania, si sentono rincuorati dal fatto che sono stati dei mostri a fare tutto questo, e quindi mettono nel cassetto il ricordo, a prendere la muffa e le tarme per un altro anno.
Meglio di niente, mi dico sempre io. Meglio che non ricordare mai. Meglio che non ricordare niente.E forse ilmio ? solo opportunismo, davanti al dilagare di un sentimento di oblio di queste faccende che mi inquieta. E mi inquieta tantissimo.
Israele in primo luogo: le vittime che diventano carnefici. Non ? antisemitismo, come viene urlato ogni volta che qualcuno dice "A" contro Israele. Questa parola ? usata tantissimo per mettere a tacere qualcuno che ? contrario alla politica nazista di uno stato che ? nato in oppozione al nazismo stesso, che ha subito sulla sua pelle. Io non ho un bel niente contro il popolo ebraico, personalmente, sono una cultura come un'altra, degna di esistere come un'altra. Ma la loro politica ? orribile. Massacri di palestinesi innocenti nei campi profughi, colpi di cannone sulla croce rossa, bombardamenti mirati che cinvolgono civili innocebnti, carri armati sulle case delle persone. Quando un esercito invade il tuo paese, schiaccia i tuoi cari e ti opprime, fino a ghettizzarti (ebbene s?,m costruire un muro per separare Gaza da Israele ? come rinchiudere in un ghetto, cosa che loro hanno provato sulla loro pelle, e cosa che loro non esitano a tirtare fuori per impietosire il mondo), quando queste cose succedono, non ? questione di incivilt? o cattiveria, ma prendi le armi e ti difendi. E se per loro le armi sono i kamikaze, quella ? guerriglia. Terrorismo non meno puiro di quello che fa Israele nei loro confronti. Ingiusto, perch? ci finiscono di mezzo i civili, ma comprensibile. Chi pu? dire che non farebbe lo stesso se ci fosse in mezzo?
Ed ecco la prima conclusione cui giungo ogni dannato anno, e che non riesco mai a levarmi di dosso: strumentralizzazione della propria tragedia. Israele strumentalizza la sua tragedia, colpevolizza il mondo, che gi? si sente colpevole, ogni volta che ne ha bisogno, e la Giornata della Memoria diventa una scusa banale per ricordare a tutti che loro hanno subito l'olocausto, e che a loro tutto deve essere concesso. Anche di farne uno nuovo, con qualcun altro, perch? il loro ? l'unico e originale, il loro ? il solo che meriti un giorno per essere ricordato.
Li ho visti, ad Auschwitz con le bandiere di Israele. Li ho visti. Giovani, adulti di mezza et?, bambini. Li ho visdtio guardare tutti con occhi di colpevolizzatori. Li ho visti cercare di rendere nazionale una tragedia che non lo ?.
Non ho visto bandiere russe sulle spalle dei turisti russi, n? ad Auschwitz, n? a Mauthausen, eppure loro hanno subito dieci milioni di morti civili, massacrati dalle SS durante l'avanzata tedesca sul suolo Sovietico. E almeno un milione di morti nei campi di sterminio. Ma non ho visto bandiere.
E non ho visto bandiere sulle spalle di chi quell'olocausto lo ha vissuto di persona.
Quindi, anche quest'anno, chi dovrebbe ricordare di meno, perch? dovrebbe essere ben conscio di ci? che ? stato, ? proprio colui che ha dimenticato tutto, e che finge di ricordare per avere sempre una buona scusa da apporre davanti ai suoi massacri.
E mi guardo intorno. Quanti ricordano il genocidio degli Armeni? Quanti il genocidio del Rwanda? Quanti si rammentano dello sterminio degli Incas e degli Aztechi, e dei Pellerossa, e degli Aborigeni?
Pochi. Moltissimi, invece, ricordano i Gulag. Non ? il caso che io mi dilunghi sui Gulag, che a cirfe alla mano hanno fatto cinque milioni di morti in pi?? dei campi di sterminio... per? in 26 anni. I lager nazisti in due e mezzo, tre se arrotondiamo per eccesso. Ma la strage che i comunisti negano fa sempre notizia, ? sempre sulla bocca di ogni politico, figurarsi oggi, che siamo in campagna elettorale. Ma ? giusto ricordare anche i Gulag, perch? oggi ? il giorno della Memoria, e ricordarli senza la pretesa di farne uno slogan elettorale, e riconoscendo la diversit? fondamentale tra il gulag sovietico e il lager nazista, ? l'unico vero modo per non ricaderci.
E ricordiamoci anche, allora, dei campi di concenbtramento che gli inglesi costruivano nelle colonie africane verso la fine dell'800. Ma forse che loro sono un popolo intoccabile, e ce ne siamo dimenticati? Come ogni anno, mi tocca ammettere che ? cos?.
Il genocidio degli Armeni. Non fa notizia, nessuna notizia, e chi se lo ricorda? Era il lontano 1915, e la Turchia era in guerra a fianco degli Imperi Centrali. E quale occasione migliore per celare un genocidio, che ancora oggi non viene ammesso? Un milione di morti civili, spazzati via con violenza dalle loro case, deportati fuorid ai loro territori con marce forzate nel deserto, senza cibo, senza acqua, senza niente. Uccisi come bestie, e poi conteggiati fra le vittime civili della guerra, una guerra che gi? di per se fu un vero genocidio per il popolo europeo. Ma anche quella viene dimenticata, insieme agli armeni e alla loro storia. E si dimentica anche che il tedesco cattivo, all'epoca, aveva chiesto la cessazione di questo sterminio, non venendo ascoltato, e anzi, ricattato: o taci, o firmiamo la pace con gli inglesi. Facile, la scelta del tedesco. Anzi, obbligata.
E che dire dei campi di sterminio italiani in Slovenia e in Dalmazia? Chi li ricorda? Nessuno. Tutti sono pronti, qui in Italia, a ricordarsi dei lager nazisti, ma dei campi di sterminio italiani... l'unico che venga nominato ? quello sul territorio nazionale, la Risiera di San Saba, dimenticandosi che nel corso della guerra centinaia di migliaia di Sloveni e dalmati furono concentrati in campi di sterminio costruiti dai fascisti sulle isole della costa dalmata. Internati, e massacrati. Ma l'idea che circola, ormai, ? quella dell'italiano brava gente, che nella guerra ci ? finito, e il fascista non era cattivo, ? stato obbligato dai nazisti. Altra consapevolezza che, di nuovo, mi tocca toccare con mano. La gente dimentica i suoi peccati, e si concentra su quelli altrui. I criminali di guerra italiani furono gli unici a non essere mai estradati, e su cui pendono ancora le richieste die stradizione internazionali. Badoglio, per citarne uno.
E ci si dimentica in fretta di molte cose, moltissime cose, mi tocca constatare anche quest'anno. Rwanda, aprile 1994. Pulizia etnica. I rwandesi, che furono sottoposti al giogo coloniale belga nell'800, sono stati classificati come appartenenti a due etnie diverse, dagli stessi belgi. Per cento anni, essi hanno creduto di essere due etnie differenti, due razze differenti, in base ai criteri razziali suati dai colonizzatori. Nell'aprile, l'etnia Hutu, maggioranza, decise che l'etnia Tutzi era inferiore, e andava eliminata. Armati di machete, gli Hutu si aggiravano nelle strade e masscravano, brutalmente, i Tutzi. Questi hanno cercato rifugio nelle chiese, ma sono stati macellati anche l?. Filmati dell'epoca, che sconsiglio vivamente a chi sia debole di stomaco, e le centinaia di migliaia di teschi ritrovati dagli osservatori internazionali in seguito al genocidio, lo testimoniano.
Osservatori internazionali... Che il massacro del Rwanda non si ricordi perch? ognuno dei governanti ha le mani sporche di quel sangue? Sarebbe bastato un esercito, come ? ultimamente, e lo era anche allora, di moda mandarne per risolvere le crisi internazionali, ma nessuno mosse un dito, uno solo, per aiutare la popolazione Tutzi. E non vale la scusa che non ne sapevano niente, perch? le Nazioni Unite erano ancora l?, nella persona del generale canadese Romeo Dallaire, abbanondato dall'ONU e dagli stati membri. Senza armi, con l'ordine di ritirarsi, che ignor?, egli, da solo, salv? il salvabile, e ospit? nell'edificio dell'ONU, quanti p?i? fuggiaschi riusc?. Molti dei suoi uomini scomparvero, probabilmente uccisi dagli Hutu, che capirono, alla fine, l'antifona: i mitragliatori e le pistole dei soldati ONU, erano scarichi. Niente munizioni. Niente sostegno internazionale. Per? i governi Americano, francese, belga, Italiano (ricordate chi era al governo all'epoca? S?, Silvio. Non credo che qualun altro avrebbe fatto qualcosa, ma lui era l?, all'epoca, e non fece nulla), tedesco, spagnolo, eccetera, ebbero i soldi,e il coraggio, di mandare contingenti militari per prelevare i loro civili. Uomini armati di tutto puto, con fucili da cecchini, aerei, pistole, mitragliatori... e prelevarono i civili dei rispettivi paesi, lasciando i Tuitzi, che implorarono aiuto, alla morte. Il perch?? Ce lo ha detto Clinton: "Gli Stati uniti d'America intervengono solo nelle zone in cui hanno interessi in gioco. In Rwanda, non ci sono interessi che gli Stati Uniti d'America debbano difendere o preservare."
Un milione di morti.
E il veto USA al consiglio di sicurezza ONU condann? questa gente alla morte. E Dallaire a una vita di psicofarmaci e cliniche psichiatriche.
Il mondo non se ne ricorda, per quanto sia recente questo fatto. Altro punto a sfavore.
Anzi, pi? punti a sfavore, perch? in Darfur si rischia di finire nella stessa situazione, con un copnsiglio ONU che non interviene perch? nessuno ? convinto di quelloo che sta succedendo, dicono, ma perch? in realt? gli interessi in gioco sono a sfavore dei profughi del Darfur. E loro continuano a morire. Oggi, non 63 anni fa.
Quindi, di nuovo, mi ritrovo a pensare a questo povero mondo. Un bilancio pi? che negativo. Nella Giornata della Memoria, di nuovo, si celebra l'ipocrisia di una classe politica che per convenienza, o per ideologia partitica, ricorda un fatto solo, sul milione di fatti che dovrebbe ricordare, sulle centinaia di milioni di uomini che dovrebbe ricordare, svaniti nel fumo e nelle viscere della terra, finiti nelle foglie di qualche albero, o carbonizzati in un forno. Di nuovo, mi tocca scontrarmi con la dura realt?: l'uomo, la stessa bestia di tre milioni di anni fa, quella con la clava, non ha imparato nulla dalla sua storia. I genocidi vengono compiuti e appoggiati da stati cos? detti civili; la Cina perpetra massacfri e viola i diritti umani fondamentali senza che nessuno muova un solo dito, perch? l'ONU ? in realt? una organizzazione fittizia con cui cinque potenze fingono di dare la possibilit? di scegliere al mondo; l'Africa sprofonda nella piaga dell'AIDS, che ? un genocidio perpetrato indirettamente dalla Santa Chiesa Apostolica Cattolica Romana, che predica di non usare il preservativo, e che pare anche lei non avere imparato nulla dalla memoria; l'Africa sprofonda anche nella piaga di guerre eterne, perpetrate da multinazionali senza scrupoli e dalle potenze occidentali per possedere qualche diamante, qualche filone d'oro, qualche giacimento petrolifero e qualche piantagione di frutta esotica in pi?; l'Asia sprofonda nell'odio interculturale, fomentato da coloro che oggi sono nelle piazze delle capitali europee a dire "Mai pi?", davanti alla foto di un bambino ebreo scarno, o davanti alle ceneri di qualche forno crematorio; il Sud America vive nella morsa della potenza statunitense, che gioca al bello e al cattivo tempo come ha sempre fatto, sostenendo dittatori, come Pinochet, che di olocausti ne avrebbero fatti volentieri, mentre Bush dice "Avremmo dovuto bombardare Auschwitz..."; l'Europa si gongola in uno stato di finto benssere, che precede il tracollo annunciato di un mondo in cui i conflitti interni stanno assumendo proporzioni catastrofiche, le lotte interculturali sono fomentate, e, anzi, benviste, e la politica ? diventata un gioco a chi vince, e non il bene del cittadino.
Di nuovo, mi tocca stilare un bilancio negativo. Il popolo europeo, con le mani sporche del sangue di popolazioni sterminate (ma tanto ? successo secoli fa, chi se ne frega pi??), non ha la forza di opporsi a ci? che si limita a ricordare, e a dire con le parole.
Mai pi?.
Mai parole mi suonarono pi? vuote di queste.
Innanzitutto mi rendo sempre pi? conto che questo giorno non ? altro che un giorno per ipocriti, che pensano solo una volta all'anno al genocidio del solo popolo ebraico, si orrorificano davanti a ci? che ? stato, puntano il dito contro la Germania, si sentono rincuorati dal fatto che sono stati dei mostri a fare tutto questo, e quindi mettono nel cassetto il ricordo, a prendere la muffa e le tarme per un altro anno.
Meglio di niente, mi dico sempre io. Meglio che non ricordare mai. Meglio che non ricordare niente.E forse ilmio ? solo opportunismo, davanti al dilagare di un sentimento di oblio di queste faccende che mi inquieta. E mi inquieta tantissimo.
Israele in primo luogo: le vittime che diventano carnefici. Non ? antisemitismo, come viene urlato ogni volta che qualcuno dice "A" contro Israele. Questa parola ? usata tantissimo per mettere a tacere qualcuno che ? contrario alla politica nazista di uno stato che ? nato in oppozione al nazismo stesso, che ha subito sulla sua pelle. Io non ho un bel niente contro il popolo ebraico, personalmente, sono una cultura come un'altra, degna di esistere come un'altra. Ma la loro politica ? orribile. Massacri di palestinesi innocenti nei campi profughi, colpi di cannone sulla croce rossa, bombardamenti mirati che cinvolgono civili innocebnti, carri armati sulle case delle persone. Quando un esercito invade il tuo paese, schiaccia i tuoi cari e ti opprime, fino a ghettizzarti (ebbene s?,m costruire un muro per separare Gaza da Israele ? come rinchiudere in un ghetto, cosa che loro hanno provato sulla loro pelle, e cosa che loro non esitano a tirtare fuori per impietosire il mondo), quando queste cose succedono, non ? questione di incivilt? o cattiveria, ma prendi le armi e ti difendi. E se per loro le armi sono i kamikaze, quella ? guerriglia. Terrorismo non meno puiro di quello che fa Israele nei loro confronti. Ingiusto, perch? ci finiscono di mezzo i civili, ma comprensibile. Chi pu? dire che non farebbe lo stesso se ci fosse in mezzo?
Ed ecco la prima conclusione cui giungo ogni dannato anno, e che non riesco mai a levarmi di dosso: strumentralizzazione della propria tragedia. Israele strumentalizza la sua tragedia, colpevolizza il mondo, che gi? si sente colpevole, ogni volta che ne ha bisogno, e la Giornata della Memoria diventa una scusa banale per ricordare a tutti che loro hanno subito l'olocausto, e che a loro tutto deve essere concesso. Anche di farne uno nuovo, con qualcun altro, perch? il loro ? l'unico e originale, il loro ? il solo che meriti un giorno per essere ricordato.
Li ho visti, ad Auschwitz con le bandiere di Israele. Li ho visti. Giovani, adulti di mezza et?, bambini. Li ho visdtio guardare tutti con occhi di colpevolizzatori. Li ho visti cercare di rendere nazionale una tragedia che non lo ?.
Non ho visto bandiere russe sulle spalle dei turisti russi, n? ad Auschwitz, n? a Mauthausen, eppure loro hanno subito dieci milioni di morti civili, massacrati dalle SS durante l'avanzata tedesca sul suolo Sovietico. E almeno un milione di morti nei campi di sterminio. Ma non ho visto bandiere.
E non ho visto bandiere sulle spalle di chi quell'olocausto lo ha vissuto di persona.
Quindi, anche quest'anno, chi dovrebbe ricordare di meno, perch? dovrebbe essere ben conscio di ci? che ? stato, ? proprio colui che ha dimenticato tutto, e che finge di ricordare per avere sempre una buona scusa da apporre davanti ai suoi massacri.
E mi guardo intorno. Quanti ricordano il genocidio degli Armeni? Quanti il genocidio del Rwanda? Quanti si rammentano dello sterminio degli Incas e degli Aztechi, e dei Pellerossa, e degli Aborigeni?
Pochi. Moltissimi, invece, ricordano i Gulag. Non ? il caso che io mi dilunghi sui Gulag, che a cirfe alla mano hanno fatto cinque milioni di morti in pi?? dei campi di sterminio... per? in 26 anni. I lager nazisti in due e mezzo, tre se arrotondiamo per eccesso. Ma la strage che i comunisti negano fa sempre notizia, ? sempre sulla bocca di ogni politico, figurarsi oggi, che siamo in campagna elettorale. Ma ? giusto ricordare anche i Gulag, perch? oggi ? il giorno della Memoria, e ricordarli senza la pretesa di farne uno slogan elettorale, e riconoscendo la diversit? fondamentale tra il gulag sovietico e il lager nazista, ? l'unico vero modo per non ricaderci.
E ricordiamoci anche, allora, dei campi di concenbtramento che gli inglesi costruivano nelle colonie africane verso la fine dell'800. Ma forse che loro sono un popolo intoccabile, e ce ne siamo dimenticati? Come ogni anno, mi tocca ammettere che ? cos?.
Il genocidio degli Armeni. Non fa notizia, nessuna notizia, e chi se lo ricorda? Era il lontano 1915, e la Turchia era in guerra a fianco degli Imperi Centrali. E quale occasione migliore per celare un genocidio, che ancora oggi non viene ammesso? Un milione di morti civili, spazzati via con violenza dalle loro case, deportati fuorid ai loro territori con marce forzate nel deserto, senza cibo, senza acqua, senza niente. Uccisi come bestie, e poi conteggiati fra le vittime civili della guerra, una guerra che gi? di per se fu un vero genocidio per il popolo europeo. Ma anche quella viene dimenticata, insieme agli armeni e alla loro storia. E si dimentica anche che il tedesco cattivo, all'epoca, aveva chiesto la cessazione di questo sterminio, non venendo ascoltato, e anzi, ricattato: o taci, o firmiamo la pace con gli inglesi. Facile, la scelta del tedesco. Anzi, obbligata.
E che dire dei campi di sterminio italiani in Slovenia e in Dalmazia? Chi li ricorda? Nessuno. Tutti sono pronti, qui in Italia, a ricordarsi dei lager nazisti, ma dei campi di sterminio italiani... l'unico che venga nominato ? quello sul territorio nazionale, la Risiera di San Saba, dimenticandosi che nel corso della guerra centinaia di migliaia di Sloveni e dalmati furono concentrati in campi di sterminio costruiti dai fascisti sulle isole della costa dalmata. Internati, e massacrati. Ma l'idea che circola, ormai, ? quella dell'italiano brava gente, che nella guerra ci ? finito, e il fascista non era cattivo, ? stato obbligato dai nazisti. Altra consapevolezza che, di nuovo, mi tocca toccare con mano. La gente dimentica i suoi peccati, e si concentra su quelli altrui. I criminali di guerra italiani furono gli unici a non essere mai estradati, e su cui pendono ancora le richieste die stradizione internazionali. Badoglio, per citarne uno.
E ci si dimentica in fretta di molte cose, moltissime cose, mi tocca constatare anche quest'anno. Rwanda, aprile 1994. Pulizia etnica. I rwandesi, che furono sottoposti al giogo coloniale belga nell'800, sono stati classificati come appartenenti a due etnie diverse, dagli stessi belgi. Per cento anni, essi hanno creduto di essere due etnie differenti, due razze differenti, in base ai criteri razziali suati dai colonizzatori. Nell'aprile, l'etnia Hutu, maggioranza, decise che l'etnia Tutzi era inferiore, e andava eliminata. Armati di machete, gli Hutu si aggiravano nelle strade e masscravano, brutalmente, i Tutzi. Questi hanno cercato rifugio nelle chiese, ma sono stati macellati anche l?. Filmati dell'epoca, che sconsiglio vivamente a chi sia debole di stomaco, e le centinaia di migliaia di teschi ritrovati dagli osservatori internazionali in seguito al genocidio, lo testimoniano.
Osservatori internazionali... Che il massacro del Rwanda non si ricordi perch? ognuno dei governanti ha le mani sporche di quel sangue? Sarebbe bastato un esercito, come ? ultimamente, e lo era anche allora, di moda mandarne per risolvere le crisi internazionali, ma nessuno mosse un dito, uno solo, per aiutare la popolazione Tutzi. E non vale la scusa che non ne sapevano niente, perch? le Nazioni Unite erano ancora l?, nella persona del generale canadese Romeo Dallaire, abbanondato dall'ONU e dagli stati membri. Senza armi, con l'ordine di ritirarsi, che ignor?, egli, da solo, salv? il salvabile, e ospit? nell'edificio dell'ONU, quanti p?i? fuggiaschi riusc?. Molti dei suoi uomini scomparvero, probabilmente uccisi dagli Hutu, che capirono, alla fine, l'antifona: i mitragliatori e le pistole dei soldati ONU, erano scarichi. Niente munizioni. Niente sostegno internazionale. Per? i governi Americano, francese, belga, Italiano (ricordate chi era al governo all'epoca? S?, Silvio. Non credo che qualun altro avrebbe fatto qualcosa, ma lui era l?, all'epoca, e non fece nulla), tedesco, spagnolo, eccetera, ebbero i soldi,e il coraggio, di mandare contingenti militari per prelevare i loro civili. Uomini armati di tutto puto, con fucili da cecchini, aerei, pistole, mitragliatori... e prelevarono i civili dei rispettivi paesi, lasciando i Tuitzi, che implorarono aiuto, alla morte. Il perch?? Ce lo ha detto Clinton: "Gli Stati uniti d'America intervengono solo nelle zone in cui hanno interessi in gioco. In Rwanda, non ci sono interessi che gli Stati Uniti d'America debbano difendere o preservare."
Un milione di morti.
E il veto USA al consiglio di sicurezza ONU condann? questa gente alla morte. E Dallaire a una vita di psicofarmaci e cliniche psichiatriche.
Il mondo non se ne ricorda, per quanto sia recente questo fatto. Altro punto a sfavore.
Anzi, pi? punti a sfavore, perch? in Darfur si rischia di finire nella stessa situazione, con un copnsiglio ONU che non interviene perch? nessuno ? convinto di quelloo che sta succedendo, dicono, ma perch? in realt? gli interessi in gioco sono a sfavore dei profughi del Darfur. E loro continuano a morire. Oggi, non 63 anni fa.
Quindi, di nuovo, mi ritrovo a pensare a questo povero mondo. Un bilancio pi? che negativo. Nella Giornata della Memoria, di nuovo, si celebra l'ipocrisia di una classe politica che per convenienza, o per ideologia partitica, ricorda un fatto solo, sul milione di fatti che dovrebbe ricordare, sulle centinaia di milioni di uomini che dovrebbe ricordare, svaniti nel fumo e nelle viscere della terra, finiti nelle foglie di qualche albero, o carbonizzati in un forno. Di nuovo, mi tocca scontrarmi con la dura realt?: l'uomo, la stessa bestia di tre milioni di anni fa, quella con la clava, non ha imparato nulla dalla sua storia. I genocidi vengono compiuti e appoggiati da stati cos? detti civili; la Cina perpetra massacfri e viola i diritti umani fondamentali senza che nessuno muova un solo dito, perch? l'ONU ? in realt? una organizzazione fittizia con cui cinque potenze fingono di dare la possibilit? di scegliere al mondo; l'Africa sprofonda nella piaga dell'AIDS, che ? un genocidio perpetrato indirettamente dalla Santa Chiesa Apostolica Cattolica Romana, che predica di non usare il preservativo, e che pare anche lei non avere imparato nulla dalla memoria; l'Africa sprofonda anche nella piaga di guerre eterne, perpetrate da multinazionali senza scrupoli e dalle potenze occidentali per possedere qualche diamante, qualche filone d'oro, qualche giacimento petrolifero e qualche piantagione di frutta esotica in pi?; l'Asia sprofonda nell'odio interculturale, fomentato da coloro che oggi sono nelle piazze delle capitali europee a dire "Mai pi?", davanti alla foto di un bambino ebreo scarno, o davanti alle ceneri di qualche forno crematorio; il Sud America vive nella morsa della potenza statunitense, che gioca al bello e al cattivo tempo come ha sempre fatto, sostenendo dittatori, come Pinochet, che di olocausti ne avrebbero fatti volentieri, mentre Bush dice "Avremmo dovuto bombardare Auschwitz..."; l'Europa si gongola in uno stato di finto benssere, che precede il tracollo annunciato di un mondo in cui i conflitti interni stanno assumendo proporzioni catastrofiche, le lotte interculturali sono fomentate, e, anzi, benviste, e la politica ? diventata un gioco a chi vince, e non il bene del cittadino.
Di nuovo, mi tocca stilare un bilancio negativo. Il popolo europeo, con le mani sporche del sangue di popolazioni sterminate (ma tanto ? successo secoli fa, chi se ne frega pi??), non ha la forza di opporsi a ci? che si limita a ricordare, e a dire con le parole.
Mai pi?.
Mai parole mi suonarono pi? vuote di queste.