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Corum, the Prince with the Silver Hand
di Michael Moorcock Categoria: Top Letteratura d'autore fantasy
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Editore : Orion Book Pagine : 361 Prezzo : 10,00 £ ISBN : 1857980425 Trama:
La vita di Corum, Principe della razza dei Vadhagh, prosegue serena al fianco della compagna, Rhalina, un'umana. Tuttavia su di lui incombe il destino dettato dal tempo: la sua immortalità contro il progressivbo invecchiamento del suo amore, che un giorno muore, lasciandolo solo nel suo castello. Corum inizia a temere il futuro, e a restare legato a un passato che non può ritornare.
Iniziano in questo periodo a tormentarlo degli incubi, in cui delle persone paiono chiamarlo, vorrebbero il suo aiuto, un aiuto che non crede di potere dare, fino a che un vecchio amico, Jhary-a-Conel, si ripresenta al maniero di Castle Erorn e convince Corum a rispondere alla chiamata.
Così, il principe Vadhagh viene scaraventato in un mondo che potrebbe trovarsi nel futuro di quello in cui ha vissuto, così come potreebbe trovarsi su un altro livello dell'esistenza ed essere un'altra di quel milione di sfere che rappresentano le esistenze parallele nel multiverso.
Viene trattato come una divinità, adorato come una divinità, e gli sono quindi richieste imprese divine, o che appaiono tali al popolo che lo ha evocato. Raggiungere un'isola stregata, trovare una lancia perduta e un Toro sacro, per sconfiggere le nebbie gelide e la morte dei Fhoi Myore. E un alleato inaspettato.
Tra discorsi mistici, rivelazioni sulla natura dell'uomo e degli Dèi, la storia si sviluppa, evolvendosi intorno ad artefatti antichi (la quercia, lo scrigno, la spada, lo stallone...) e a verità ineluttabili, che se non venissero accettate porterebbero a una fine inevitabile...
Recensione:
Tre capitoli in un solo volume, ogni libro che risulta completo a se stante, come tutte le opere di Michael Moorcock. Il suo stile è inconfondibile e ineluttabile, e le parole sviluppano una storia che all'inizio pare seguire gli stessi schemi di quelle da lui precedentemente scritte, ma che poi svolta in vie nopn ancora seguite e in rivelazioni non ancora date. Un nuovo aspetto del Campione Eterno.
I riferimenti alle divinità celtiche e alla mitologia tipica delle zone della Cornovaglia e del Galles, a cui dichiara apertamente di essersi ispirato, fanno di questa opera un affresco poliedrico, in cui la vita rurale delle tribù celtiche europee si confonde con l'immaginario, giacchè prendono vita i loro miti e le loro leggende.
La storia evolve con il personaggio, che tuttavia rimane sempre legato a un passato che non vuole dimenticare e a un futuro che non si schiarisce, mentre le emblematiche note di un'arpa misteriosa paiono tonfi sordi di un conto alla rovescia dettato dal destino.
Moorcock non tradisce le aspettative del lettore nemmeno questa volta, e non tradisce nemmeno l'introspettiva visione del mondo da eroe strebenizzato che il Campione Eterno mantiene in ogni sua forma: sconfitto dal destino, piegato dalla logica ferrea del multiverso, che come una spada di damocle incombe, mano protesa a reggere una bilancia, sulla vita di tutte le creature.
Purtroppo questo volume non è mai stato tradotto in italiano, e nemmeno i tre libri che lo compongono sono mai stati tradotti, nemmeno singolarmente, quindi tutti i dati sopra riportati sono riferiti all'edizione inglese.
Buona lettura,
--Stormbringer
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