Editore : Editrice Nord Pagine : 640 Prezzo : 19,90 € ISBN : 8842914339
Le cinque stirpi è il primo romanzo di un trilogia fantasy scritta da Markus Heitz, autore tedesco. Il romanzo è edito dall'editrice Nord, e ha raccolto ampie recensioni e punteggi positivi dei fans. Quando ho iniziato la lettura di questo romanzo, sapevo della sua popolarità.
Ok, la trama è questa: la vicenda si svolge nelle Terre Nascoste, un territorio circondato da una catena montuosa invalicabile, il cui ingresso è possibile solo attraverso cinque passaggi. Ogni passaggio è difeso da una stirpe di nani. È quindi logico che la razza nanica sia la protagonista di questo romanzo. All'interno nani, elfi e umani vivono relativamente in armonia, quando improvvisamente la porta settentrionale viene aperta ad un esercito di orchi ed albi (simili agli elfi, ma votati al male). E uno dei sei stregoni del regno si vota al tradimento, decretando la fine di tutte le razze.
In quest'epoca in cui tutte le speranze volgono al termine, la speranza della Terra Nascosta, invasa dalla Terra Estinta, risiede in un nano trovatello allevato tra gli uomini, e che dovrà tentare di forgiare un'arma capace di uccidere il demone che risiede in Nudin, lo stregone traditore.
Ok, fin qui gli elementi c'erano tutti. In quanto fan di questa razza, mi sarebbe piaciuto leggere un romanzo in cui essi avrebbero fatto da eroi. L'idea del romanzo è originale, almeno all'inizio, ma non arrivi a 50 pagine che ti rendi conto che si tratterà solo di un passatempo. Il libro è scorrevole, ma vale la pena di leggerlo solo una volta. È una brutta copia di roba trita e ritrita, un gran bel dejavu. C'è da dire che Heitz non è il primo, già nel primo ciclo di Shannara rileggevo una storia che conoscevo già. Ma Terry Brooks sa ancora come incuriosire il lettore e appassionarlo.
Innanzitutto i personaggi. Il romanzo è terribilmente pieno di caratteri stereotipati. Mentre questo è ammissibile forse per Tolkien, che era un innovatore, trovo che faccia scendere di due punti qualsiasi autore successivo. Gli stereotipi? I nani amano la roccia, gli elfi fanno le casette sugli alberi, gli umani sono i soliti cazzoni, e gli orchi sono una razza malvagia. I nani usano l'ascia o il martello, come lavoro fanno i fabbri o i cercatori d'oro, vivono nelle grotte e odiano gli elfi. E l'autore ce lo deve ripetere ogni due pagine, come se un lettore di questo genere non lo sapesse, e annoiando e dilungando fastidiosamente il racconto con cose ripetute fino alla nausea. Questa è una summa.
Non fidatevi di chi vi dirà che i personaggi sono caratterizzati: o dice balle, oppure non conosce il significato del termine. Non ho trovato un unico personaggio che possa definirsi caratterizzato.
La trama, è sostanzialmente una brutta copia dell'ormai pluricelebrato signore degli anelli, rinfarcita con spunti da D&D e di altri autori. L'eroe del racconto è uno sfigato che nessuno conosce e che bada alle sue faccende. Lo stregone traditore Nudin, vi ricorda forse qualcosa? E magari il suo consiglio dei maghi? La miniera di Orcomorto è la Moria delle Terre Nascoste, la Terra Estinta è un'altra copia del Nulla di Ende, suo connazionale, lo gnomo sabotatore che incontrerete è il nostro caro Gollum, e gli Albi sono i drow di D&D. E l'autore ha avuto la brillante idea ed ispirazione di chiamarli con un nome diverso e di rendergli gli occhi scuri invece che la pelle. Gli assedi ricorderanno quello di Gondor, e una ultima grande alleanza... e la forgiatura della spada?
L'idea delle cinque stirpi di nani specializzate in mestieri diversi era interessante, ma la ventata di freschezza si esaurisce dopo qualche decina di pagine, salvo un piccolo rigurgito alla fine. Da ultimo, il romanzo si dilunga nelle prime 500 pagine, mentre nelle ultimissime si ha la netta impressione che l'autore si sia precipitato a finirlo per poterlo dare alle stampe.
La ciliegina sulla torta è leggere nelle note sull'autore che è lo scrittore fantasy più letto in Germania. I tedeschi non hanno mai sentito parlare di Ende evidentemente.
Mi spiace scrivere una recensione così impietosa, ma questo romanzo sembra scritto da un bambinetto con poca fantasia. Buono per passarci qualche ora, ma di certo non ti appassiona alla vicenda. E il prezzo è a dir poco scandaloso.
--Ankalagon
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